martedì 12 giugno 2007

... - e io

.. con i piccoli ..

..e con i grandi

... - Panorami

Le immagini continuano a raccontare..

..di campi profughi e natura potente


..di immensità

..di acqua

..di passaggi

..di villaggi di uomini


Gandhi diceva.. "L'uomo impoverisce le cose molto più con le parole che con il silenzio".
Per questa volta possiamo sentirci liberi di guardare in silenzio.

Pensieri sparsi tra il senso e la storia

Più le settimane passano, e più vorrei saper rispondere in modo chiaro e univoco ai miei perchè. E qua tutto ti pone di fronte ad un perchè, ogni differenza e ogni osservazione a cui non ero abituata. Tutto ti impone di interrogarti. Ma più vado a fondo e più i fili li vedo fitti e intrecciati. E spesso provo a seguirne uno con il pensiero e mi rendo che o ho perso la strada o c’è qualche gatto che si morde la coda o che tutti siamo causa e conseguenza di qualcosa. Ed è complesso riuscire a lasciarsi vivere profondamente dalle differenze, farne parte per poterle comprendere, ma non abituarsi, non perdere la capacità di porsi domande, tenere la propria capacità critica sul confine sottile tra ragione e emozione. E’ vero, è difficile sapere come si avvita e si svita se non sai cos’è il senso orario perchè un orologio non ce l’hai mai avuto, ma nemmeno una maniglia, perchè le porte ne son sprovviste, nè tantomeno un rubinetto perchè l’acqua la pompi con pesante sforzo di schiena. Il nostro senso logico poi, non è mica l’unico possibile e soprattutto non è così innato. E la capacità deduttiva si impara, noi lo facciamo senza nemmeno accorgercene non ancora adolescenti in una scuola che bene o male pone delle basi. E’ difficile capire davvero cos’è l’AIDS se non sai cos’è il sistema immunitario, ma in una scuola con cento bambini a classe è un po’ complicato fare qualcosa di più che attività collettive che anche solo li tengano impegnati, si veda tagliare l’erba tutti insieme. Ma poi quanti bambini ci sono??!! Scrive un certo Emiliano Bos “al di là della solita diatriba, anticoncezionale sì, anticoncezionale no, sarebbe opportuno capire una volta per tutte che la questione demografica è l’effetto del sottosviluppo e non la causa. Quando all’inizio degli anni ’60 nello Stato di New York mancò la corrente per soli tre giorni, essendo molta gente costretta a stare in casa, si verificò quello che i sociologi del tempo definirono il ‘baby boom’ del secolo. I reparti di ostetricia, nove mesi dopo il fatidico black-out, furono invasi da un numero impressionante di mamme gravide”. Per la prima volta davvero in vita mia penso di aver capito l’importanza della Storia e l’importanza di ricordarla. La dote invece delle mucche, la famiglia che dà in moglie, la superstizione, il sesso e l’amore. I cambiamenti e i perchè. La nostra storia, o quella che oramai pensiamo come tale, non è poi così lontana.

E poi dice una poesia di Salvador Diaz Miròn: “Sappiatelo, sovrani e vassalli, eminenze e mendicanti, nessuno avrà diritto al superfluo, finché uno solo mancherà del necessario”. E questo è un buon motivo per continuare a pensare. Per agire.

... - Luoghi

Campo profughi - Kalongo


Ritorno al villaggio..


Ospedale Lachor, reparto maternità


Mercato


Scuola sotto l'albero


lunedì 4 giugno 2007

Viaggio dentro al mio sguardo - People

Settimana di viaggio, verso il Nord del paese, nei luoghi che negli anni hanno subito le incursioni e gli attacchi dei ribelli rifugiati nel sud del paese confinante, il Sudan. E i viaggi sono fatti di immagini, di cieli e distese, di volti e persone. E allora eccovi qualcosa direttamente dai miei occhi. Qua e là.

..& giochi di bimbi


..& family


..& World Food Program


.. & work

..hard work



sabato 26 maggio 2007

Il bianco e il nero

Mi abituo alla doccia fredda tutti i giorni e all'acqua calda nelle bottiglie. Ma ci sono certe cose, alcune cose, che tentano costantemente di farmi perdere la pazienza.

E il leone che c'è in me ruggisce silenzioso. Ma ostinato.

Sono cose da bianchi e cose da neri. Ed è chiaro, sono solo sensazioni, che continuo a rivalutare.

Mi colpisce la nostra incapacità di prendersi il tempo di creare relazioni, di salutare con qualcosa di più che un semplice cenno, di aspettare le loro risposte senza suggerirgli cosa dire. E di guardare agli altri, agli africani, con l'atteggiamento oscillante tra la dolcezza un po' mielosa della mamma con il suo bambino, e il fastidio e la sufficienza un po' superiore di fronte alle incapacità altrui.

E del resto spesso non sopporto neppure gli abissali e spesso inspiegati tempi africani, le attese lunghissime e spesso vane e quella sorta di pigrizia che immobilizza. E come hanno imparato a guardarci semplicemente come una gallina dalle uova d'oro e ad affinare l'arte della richiesta nelle sue più varie forme. E mi turba perchè credo che tolga loro una dignità dell'uomo che, invece, mi è stata tramandata con forza. Oppure a trattarci come se davvero noi 'munu' fossimo superiori, a lasciarci passare le file senza aprir bocca, a dire sempre sì, a qualunque richiesta di bianco.

Il tutto è senza alcuna malignità, senza alcuna volontà di offendere. Sono i vestiti, gli usi e i costumi e la cultura profonda che ci portiamo dietro anche quando attentamente proviamo a svestircene.

E' spesso davvero molto difficile, spogliarsi di tutto ciò che è culturale, per rimanere persone nude le une di fronte alle altre. E guardarsi come tali, con il rispetto profondo che si dovrebbe ad un altro essere umano.

mercoledì 23 maggio 2007

Le prime volte

Settimana strana, ma senza il tempo di riflettere a fondo.. Ma ci sono ben due eventi che val sicuramente la pena di citare nella collezione delle prime volte.. Entrambi un po' scioccanti, entrambi impensati.
Ebbene, ieri sera matteo ha scoperto una zecca sulla mia pancia. Sì, proprio una zecca. Nera, in rilievo come un piccolo neo, aggrappata con tutte le sue forze al mio tenero pancino succulento. Come non comprenderla..La zecca è stata sfrattata con le brutte maniere dalle mani forti del mio uomo salvatore e da una pinzetta per sopracciciglia ed, infine, soffocata con dell'ottimo disinfettante. Pericolo scampato. Ma non è tutto.
Due sere fa, in pieno buio totale, corre a casa nostra Patrick, uno del gruppo paralegal (un gruppo creato dal comitato giustizia e pace che si occupa di risolvere i conflitti locali, da quelli familiari a quelli per la terra e così via..). Moglie incinta di nove mesi e mezzo in preda alle (ora lo so!) devastanti contrazioni. La donna, come tutte le donne qui, con estremo controllo di sè, dei suoi dolori e delle sue emozioni non diceva una parola, e nella lunga corsa verso l'ospedale esprimeva il suo dolore con delle piccole convulsioni. Con noi, Patrick e una levatrice locale, una ostetrica tradizionale diciamo. Ad un certo punto chiede di fermare la macchina, la facciamo scendere e la posiamo sulla strada sterrata.. ed è così che, torcia alla mano, è venuta alla luce Monica, una bimba di quattro chili e rotti. Con annesso taglio del cordone ombelicale e fuoriuscita della placenta e pianto liberatorio della bimba. Che dirvi..emozioni a gogò.
Le prime volte, e di sicuro questa, non si scordano mai.
Hugs!